Dunque,disfatto l’albero, deposto il presepe, possiamo dirlo:quest’anno Natale a Milano non si è sentito. E non sto pensando alla crisi economica. Il Natale è per definizione la festa dei bambini e duole constatare come, ancora una volta, si sia risparmiato sulla loro pelle (e fantasia). Poche e brutte illuminazioni, nessuna giostra, nessun divertimento gratuito, nessun presepe o albero di Natale gigante, nessuna pista per pattinare…i bambini di Milano, quest’anno, sono stati dimenticati. E che dire del Villaggio di Natale di via Palestro, pensato per bambini, squallido come non mai, con giochi (pochi) carissimi e nessuna attrazione degna di nota? Nessun zampognaro (mi è giunta voce che un paio in centro siano stati multati…..), nessun Babbo Natale, palloncini venduti a 5 euro l’uno e frittelle straunte come unici diversivi…
Ok, in tempi di crisi bisogna accontentarsi ma perché a pagare sono stati i bambini e le incolpevoli famiglie che sono rimaste in città (e non hanno visitato in tre giorni la Thailandia e la Cambogia come il sindaco Giuliano Pisapia)?
Poi vai appena fuori confine e scopri un mondo diverso, dove esistono luminarie, giochi gratuiti per tutti, divertimenti, mercatini piacevoli per grandi e piccoli. A noi è capitato passando una settimana in Costa Azzurra, dove i bambini (tutti i bambini, compresi i figli degli immigrati) sono trattati da re e hanno i loro (belli) spazi per esprimersi.
Ecco, diciamo che in tempi di risparmi, Milano poteva evitare di risparmiare sulla pelle dei bambini, a Natale.



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Quanto è vero! Io amo Milano, ma quest’anno il Natale proprio non si è sentito. Comunque buon anno!