Ecco, ci siamo. Nella domenica che chiude il lungo ponte dell’Immacolata (lunghissimo ponte, per i milanesi, che hanno festeggiato Sant’Ambrogio anche se, a mio modesto avviso, la vera festa è stata avere Milano senz’auto per due giorni) una nuova mobilitazione del comitato Se non ora quando, SNOQ.
Cuore della manifestazione, Roma. Molte altre piazze d’Italia si mobiliteranno. Tutti i dettagli qui http://www.senonoraquando.eu/ .
Non ho partecipato fisicamente alla mobilitazione dello scorso 13 febbraio e non so se quella di dicembre – complici le corse dello shopping natalizio – sarà una domenica che richiamerà altrettanta attenzione (mediatica). Dallo scorso febbraio, a parte le paginate sui giornali, vari e comprensibili dissidi (on line) tra le promotrici, dibattiti a volte francamente oziosi e ‘ombelicali’ sulla ‘maternità’ dell’iniziativa che la dicono lunga su quanto a noi donne manchi la capacità di fare lobby,
ebbene dallo scorso febbraio, non è successo (quasi) nulla. Per la partecipazione delle donne alla cosa pubblica, per un maggiore rispetto del corpo delle donne nella tv e nelle pubblicità, per la meritocrazia, per l’accesso alle donne al lavoro e all’istruzione.
Ci sono ancora pubblicità che scherzano sulle escort (vedi Fiat con la nuova Panda), altre che ricalcando le vecchie voci degli arrotini alludono a donne desiderose di essere ‘sedotte’ dagli arrotini stessi (altra pubblicità sentita in radio, credo Citroen), Milano, e molte altre città, sono tappezzate di tette-culi et similia sui mega-cartelloni pubblicitari, e gli ultimi dati relativi all’occupazione ci raccontano di un’Italia dove la metà delle donne non lavora né studia.
Potrei andare avanti così per ore, citando esempi concreti di disprezzo/incuria/machismo nei confronti del talento, oserei dire dell’essenza femminile.
Ma ho voglia di raccontare anche qualche storia positiva. Una l’ho già detta: le donne (ri)scendono in piazza, e speriamo che il gov Monti ne tenga in conto, che capisca che la crisi non la possono né la devono pagare (solo) le donne.
Ministro Fornero, che con le sue lacrime ha toccato parecchie di noi (altre le ha fatte arrabbiare, ma questa è un’altra storia…), ci promette di vigilare? Ecco, quasi dimenticavo di dirla, un’altra cosa positiva: in questo governo tecnico che ha varato una riforma lacrime e sangue, ci sono 3 donne in posti chiave. Ne ho già scritto sul blog: non ho le competenze politiche né economiche per giudicare la riforma nel dettaglio, ma il fatto che ai vertici di chi ci governa vi siano tre donne mature, dalla spiccata professionalità e competenza, dall’aspetto ordinario e per nulla telegenico, mi rincuora almeno un po’.
Infine, una terza notizia positiva, di questo #snoq: domani Women, un nuovo magazine in circolazione da questo autunno, e diretto da Cristina Sivieri Tagliabue, lancia la sua piattaforma on line. Il nuovo numero da domani sarà on line, discuterà di UGUAGLIANZA con video rubriche interviste e sarà anche collettore del mega-universo della Rete al femminile (anche qs blog ci sarà).
Ecco, trovate tutto qui http://www.womenmag.eu/



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