La febbrile Settimana della Moda a Milano è nel pieno del suo svolgimento, ma Francesca Lancini questa volta non sfilerà. È troppo impegnata a promuovere il suo primo libro, e a lavorare a un secondo romanzo. Francesca Lancini, 27 anni, natali a Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia, e da tempo di stanza a Milano, è una modella col vizio della scrittura. Non solo: dai 7 ai 10 anni ha praticato tennis a livello professionistico (“sveglia all’alba e allenamenti duri tutti i giorni, ma un infortunio alla schiena ha fermato la carriera”), poi è diventata modella per caso, notata in spiaggia da un fotografo che l’ha presentata alla Riccardo Gay, una delle agenzie più prestigiose di Milano.
Da quando ha 18 anni ha girato il mondo e prestato il suo splendido corpo e il volto angelico a stilisti come Mariella Burani, Gattinoni, Rocco Barocco. Seguono sfilate, spot, la partecipazione a San Remo nel 2006 con Giorgio Panariello, persino una parte in “Ocean’s Twelve”, al fianco di George Clooney. Eppure ripete: “Non sono una modella, faccio la modella. Questo mestiere mi ha permesso di essere indipendente fin da giovanissima, di guadagnare in un giorno quello che una persona normale guadagna in un mese. Ho avuto la fortuna di coltivare i miei interessi e di potermi pagare gli studi, ma il mio stile di vita non è quello di una top model”.
Francesca ha anche una laurea in Scienze della Comunicazione presa allo Iulm e soprattutto una smodata passione per la scrittura che ha convinto una difficile come Elisabetta Sgarbi, direttrice editoriale di Bompiani, a scommettere su di lei. Francesca ha infatti appena pubblicato “Senza tacchi”, romanzo velatamente autobiografico (e molto ben scritto) incentrato su Sofia, giovane e spietata modella milanese che vive il suo lavoro con insofferenza e che tra una sfilata e l’altra ne approfitta per leggere Schopenhauer. È un affresco non lusinghiero su un mondo, quello della moda, infarcito di personalità narcisistiche e superficiali, un po’ alla “Il diavolo veste Prada”.
Che Sofia, modella senza tacchi e lettrice onnivora, sia una sorta di alter-ego dell’autrice non ci vuole molto a capirlo: “La sua cattiveria però non mi appartiene – spiega Francesca Lancini- Mia è invece l’ironia, arma che ho sempre usato per vivere con distacco un mestiere da troppi idolatrato: gli anni passati sul campo da tennis e la mia famiglia mi hanno aiutato ad affrontare l’infernale macchina della moda con il giusto equilibrio”, racconta. E se Sofia impara a ribellarsi alle frivolezze del fashion system e a riscoprire le emozioni (in primis, l’amore), Francesca oggi vorrebbe “che la gente leggesse i miei scritti e non cercasse solo le mie foto su Internet”. Foto, peraltro, di una ragazza “taglia 40/42”, che si è sempre rifiutata di dimagrire a comando “perché – dichiara – lavorare con il proprio corpo non vuole dire spegnere il cervello”.



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