Confesso che quest’anno mi sono appassionata a San Remo.
“Appassionata” nel senso che, nello zapping serale di queste sere, cerco di non cambiare troppo spesso canale dall’ammiraglia Rai e seguire le sorti delle ugole nazionali.
Sarà perché l’anno scorso mi ero imbattuta in Malika Ayane e subito mi ero innamorata del suo “Come foglie”,
sarà perché quest’anno la conduzione è al femminile
sarà perché influenze varie ci tengono a casa
fatto sta che sto seguendo con strana partecipazione le sorti di questa sessantesima edizione di San Remo.
Poi ho avuto un’illuminazione:
è Antonella Clerici il catalizzatore della mia attenzione.
Vedere una donna al timone
vederla grassoccia, priva dei soliti capelli a spaghetto in perfetto ordine,
(auto)ironica sulle sue forme burrose e sugli improbabili gusti nel vestire (ah…chi è lo stilista che la segue???)
vederla infilare gag, papere, ma anche conversare con Cassano così come con la (splendidamente perfetta, praticamente finta) Rania di Giordania, testimonial della donna-araba-emancipata (ma anche devota madre e procreatrice di 4 figli, filantropa, super-loggata, super-modaiola etc etc insomma una vera noia….)
vederla volteggiare in sgragianti balli con le ragazze del Moulin Rouge vicino alle quali sembra ancora più bassa e larga
vederla sostenere con foga da partigiana i giovani che cantano
(e anche sedersi sulle gambe del direttore rete di turno)
tutto questo mi ha fatto molta simpatia e capire quanto l’Antonellona nazionale sia molto più furba e sveglia della casalinga burrosa che ama rifilarci.
Natali legnanesi (dunque tosti), ha in tasca una laurea in Giurisprudenza con lode presa a 23 anni (capito bamboccione?) e si è fatta strada con i programmi sportivi prima di approdare all’intrattenimento.
Godereccia e gaudente, ha avuto una vita sentimentale burrascosa prima di rifuguarsi tra le aitanti braccia del suo bell Eddy (14 anni più giovane, ça va sans dire) con cui, ormai fuori tempo massimo dell’orologio biologico, ha anche fatto una figlia.
(Tutto questo lo racconta nel suo libro, ovviamente bestseller…la signora ci sa fare con gli affari).
Ho il sospetto che noi donne abbiamo tutto da imparare dall’Antonellona nazionale,
…e non sto parlando delle tagliatelle di nonna Pina
Immagine di articolo 21



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